Alessia Della Casa studia danza classica all’accademia di Riga e riceve in seguito una borsa di studio per completare il biennio in tecnica Cunningham presso il Cunningham Studio di New York. Vive negli Stati Uniti fino al 2015, danza per vari coreografi tra i quali Olsi Gjeci, Sally Bowden, Vanessa Tamburi, Anita Cheng e lavora ad una ricerca coreografica propria. Rientrata in Svizzera nel 2016 ottiene, presso SUPSI, un Certificate for advanced studies in Theatre Performance and Contemporary Live Arts.

Come autrice nel 2017 è tra i vincitori, con Veicolo Danza, del concorso cantonale per la mediazione della danza, indetto da Reso-rete danza svizzera e Cantone Ticino Dipartimento Educazione Cultura Sport, con il progetto CORPO-percorsodanza. Nel 2018 è selezionata per la residenza  Young Audience Lab, proposto da Reso-rete danza svizzera e diretto da Erik Kaiel, con il progetto Diventare Cappuccetto Rosso. Nel 2019 è selezionata come semi-finalista di PREMIO SCHWEIZ con il progetto DANSONOGRAPHY che debutta al Teatro Sociale di Bellinzona nel 2021.

Alessia Della Casa

 

Lorena Dozio è nata e cresciuta in Svizzera, nel Cantone Ticino. Ha studiato le arti performative presso l’Università di Lettere e Filosofia di Bologna, prima di completare la formazione in coreografia al Centre National de Danse Contemporaine (CNDC) di Angers, sotto la direzione di Emmanuelle Huynh. In questo contesto ha cominciato a creare le sue prime coreografie per poi collaborare con il coreografo e danzatore brasiliano Fernando Cabral nell'ambito di diversi progetti come Qui a besoin de réalité ? e Accidental Project. 
In seguito, ha avviato una ricerca attorno alla relazione tra il visibile e l’invisibile e sulla trasformazione della materia. Nel 2012, presso la Fondation Royaumont in Francia, nell'ambito della formazione «Transforme» diretta da Myriam Gourfink, ha ideato l'assolo levante, in collaborazione con i compositori Carlo Ciceri e Daniel Zea, con i quali ha fondato l’associazione «Crile» con base a Lugano. Levante, spettacolo incentrato sul concetto della levitazione, è stato co-prodotto dal festival ginevrino Archipel, dalla Fondation Royaumont ed è stato presentato in Svizzera e in Francia. Artista residente presso il centro di creazione Mains d’œuvres in Francia, dal 2012 al 2014, Lorena Dozio ha cominciato a lavorare all'assolo ALibi con la composizione musicale e il dispositivo tecnologico di Daniel Zea che ha debuttato alla Biennale Danza di Venezia nel 2014 e che è stato presentato in seguito su diversi palcoscenici della Svizzera italiana e in Francia. Nel 2015 ha realizzato I Nauti, trasformando l'assolo levante in un trio per danzatori, che è andato in scena per la prima volta al Festival Territori di Bellinzona. Nel 2016 ha creato i quartetto Otolithes coprodotto da LuganoInScena e che ha debuttato al FIT Festival di Lugano. Otolithes è stato inoltre sostenuto dal Fondo dei Programmatori di Reso permettendo cosi una creazione e una tournée nelle tre regioni linguistiche svizzere.

Nell’estate 2017 ha realizzato Otolithes_ON AIR, un progetto in situ per dei giardini in Francia a partire dalla ricerca sui fischi e il movimento di Otolithes.

Ha inseguito creato il solo Dazzle con Caterine Basso nel 2018, l’installazione Danze Invisibli nel 2019 e Rame, un trio al femminile sulla questione della trasformazione.
Nel triennio 2016-2019 Lorena Dozio è artista associata presso il LAC-LuganoInScena, nell'ambito del programma YAA! (Young Artist Associated), promosso da Pro Helvetia.

Nel 2021 ha cominciato il progetto Audiodanze con un primo ciclo immateriale con il supporto del progetto Close Distance di Pro Helvetia diffuso in diversi teatri svizzeri e francesi durante il lockdowne sta creando attualemente lo spettacolo scenico Come un salto immobile_ Audiodanza che sarà creato a Parigi e a Lugano in febbraio 2023 e presentato in una prima versione al Lugano Dance Project in maggio 22. Come danzatrice ha collaborato con altri coreografi e artisti come Laure Bonicel, Eric Didry, Catherine Bay, Boris Achour, Tiziana Arnaboldi, Emmanuelle Raynaut. Nel 2010 è stata assistente di Maria Donata D’Urso nella pièce Strata. Ha studiato Yoga Vinyasa e si è diplomata in Yoga dell’Energia all’EFY con Gianna Dupont.

Lorena Dozio

 

Francesco Colaleo (Napoli, 1988) danzatore, coreografo e pedagoga diplomato al CND di Lione. Si forma alla danza contemporanea al Labart T.C.S. di Napoli e continua il suo percorso artistico alla Biennale Danza di Venezia diretta da Ismael
Ivo.

Nel 2010 entra a far parte dell'Atelier MoDem della Cie Zappalà Danza e integra la compagnia nel 2011.  Nel 2014, con Maxime Freixas, fonda la Cie MF | Maxime & Francesco. Dal 2018, è insegnante ospite al CCNR / Yuval Pick per i corsi della compagnia, per gli amatori e per i bambini. Dal 2012 al 2018 ha collaborato con la Cie Anou Skan (FR), la Cie Artemis Danza (IT), Emma Cianchi (IT), Antonello Tudisco (IT). Nel 2021 partecipa a un progetto della Maison Hermès con Christian Rizzo (FR) e inizia a collaborare con la Cie Aurelia (FR). Dal 2014 ad oggi, collabora con la Cie Tiziana Arnaboldi (CH).

Francesco Colaleo

 

Giovanfrancesco Giannini

Giovanfrancesco Giannini nasce a Napoli, classe 90. Attualmente collabora con Francesca Foscarini, Alessandro Sciarroni, Cia Aiep Ariella Vidach (Milano), Cie Eco Emilio Calcagno (Parigi), Fabbrica Europa (Firenze), Cia Korper (Napoli).

I suoi Lavori sono stati presentati nei festival: Nao Performing Festival, FOG Triennale performing festival, Fabbrica Europa, Romaeuropa, CCDC festival Hong Kong, Korperformer, Secret Florence.

Il suo lavoro CLOUD è finalista di DNAppunti coreografici 2019 Romaeuropa. Il progetto Memories in collaborazione con gli artisti Fabio Novembrini e Valentina Zappa è tra i vincitori del bando Crossing The Sea 2019. Nel 2020 è tra gli artisti italiani selezionati per CRISOL progetto di internazionalizzazione dei processi creativi finanziato nell’ambito del programma Boarding Pass Plus 2019 promosso dal MiBACT. Ha danzato per numerosi artisti tra i quali: Sang Jijia, Dimitris Papaioannou, Stefano Poda, Luca Veggetti, Mathilde Rosier, Dominique Dupuy, Ismael Ivo.

 

Choreographer, performer and producer, Manuela Margherita Bachmann Bernasconi was born in Fribourg and grew up in Ticino, in Switzerland. She trained in ballet, modern, contemporary, tap, flamenco, hip hop, singing and theatre, in New York, under the guidance of Katherine Campbell and Doug Graham, in Milan, with Dmitri Chabardin and Emanuela Tagliavia, in jazz under the guidance of Matt Mattox, and contemporary dance at the CND in Paris. Between 2011 and 2012 she follows Gaga movement language program in Israel at the Batsheva Dance company, under the guidance of Ohad Naharin. Since 2007 her activity is divided between performance, transmission and creation in the fields of dance, theatre, performance and cinema. From 2009 to 2016 she collaborates as a performer with Swiss choreographer Nicole Seiler and she leads MotoPerpetuo Company, in collaboration with choreographer Francesca Sproccati; since 2017 she has been working on independent creations and through Xocolat, for the development of alternative artistic dynamics. She currently collaborates with artists from various fields such as pianists Stephan Aeby and Florian Favre, visual artists SIR TAKI and Claire Berbey, singer Coco den Blanken, choral Eïla, writer Felix Bachmann Quadros, with Swiss and international dance and theatre companies as a trainer and choreographer. Her latest personal works are DRIVE IN (2016), Solo Bête d’Amour (2017), Tu joues? (2018), FAKE (2019), REVES (in progress).

Choreographer, performer and movement director for the performing arts I have worked extensibly with the language of the body and its relationship with words.

The written trace of language, the ephemeral gestural trace, the oral sound trace, intertwines with the conception of dance in my creative journey. The differences that words predispose in the perception of reality, guide my work towards the exploration of the multiple boundaries of understanding. During the last ten years I have shared my artistic process and research on masks, with my partner Felix Bachmann Quadros. I use masks as an instrument of choreographic writing and as a condensation of culture or as a filter: text, technology, costumes and the body as masks. Recently I have been exploring the limits of virtual reality, coupled with experiences that allow for the alteration of body and mind states, and taking this to a cathartic relationship with the audience. During the last two years, I have been deeply influenced by traditional Chinese culture and writing through ideograms. I use the images provided in the I Ching, the Chinese book of changes, to feed my practices of movement, as other choreographers have done so historically. This practice nourishes my perception of reality in movement and action, giving a new dimension to the relation with words..

Manuela Bernasconi

 

Nicola Galli (1990, Ferrara) si occupa di ricerca corporea, declinata in azioni e dispositivi che spaziano dalla coreografia alla performance, dall'installazione all'ideazione grafico-visiva. Esordisce come ginnasta agonista e si avvicina ai linguaggi del teatro fisico e della danza presso il Teatro Nucleo di Ferrara. Ha studiato danza contemporanea, rinascimentale, hip hop e riequilibrio muscolare Metodo Monari. Dal 2010 sviluppa un'indagine coreografica incentrata sul profondo rapporto tra uomo e natura e analizza le nozioni di "stratificazione" e "paesaggio". A partire dalle scienze naturali, dalla geometria e astronomia il suo sguardo è affascinato dall'anatomia umana, la proporzione e il dettaglio, elementi chiave che compongono un orizzonte scenico trasversale. Nella sua poetica emerge la passione per la luce e il suono, elementi che nutrono la stretta relazione tra i soggetti che abitano la scena in un'ottica di interdipendenza. Nel suo lavoro, il corpo diviene il centro irradiante di un discorso artistico che si sostanzia in una sensibilità scenica votata all'esplorazione del movimento come panorama ibrido di saperi. Parallelamente alla ricerca più specificamente artistica, Nicola Galli conduce percorsi formativi dedicati a bambini, adulti e giovani danzatori e danzatrici in formazione, sviluppando un personale metodo volto all'esplorazione del movimento, alla scoperta di nuove visioni e percezioni del corpo e all'approfondimento del personale confine fisico e comunicativo. Dal 2010 al 2014 danza nella compagnia CollettivO CineticO. Dal 2014 è artista sostenuto dall'organismo di produzione TIR Danza.

Le sue creazioni sono state presentate in: Egitto, Francia, Germania, Italia, Olanda, e tramite livestreaming in Corea del Sud.

Ha inoltre collaborato con importanti Istituzioni internazionali: Istituto Italiano di Cultura (Paris), Balletto di Toscana (Firenze), Museo MUSE (Trento), Scuola Normale Superiore (Pisa), Fondazione Perugia Musica Classica (Perugia), Institute of the Arts (Seoul), Università IUAV (Venezia).

 

PREMI

• 2018: "Premio Equilibrio" - Fondazione Musica per Roma con lo spettacolo Deserto digitale

• 2018: premio "Danza & Danza" come miglior coreografo emergente con lo spettacolo De rerum natura

• 2019: premio nazionale "Sfera d'Oro per la danza"

• 2021: premio Radicondoli per il teatro nel nome di Valter Ferrara per l'innovazione e l'uso
di nuove tecnologie nel teatro con la performance Genoma scenico | dispositivo digitale

 

PUBBLICAZIONI

È presente nel volume "La rete che danza" di Anticorpi XL a cura di Fabio Acca e Alessandro Pontremoli (Ed. Anticorpi) e "Almanacco di Corpogiochi: un atto politico" a cura di Cantieri Danza.

Ha infine realizzato il quaderno di lavoro "De rerum natura: esercizi di sensibilità per una scena ben temperata".

Nicola Galli

 

Silvia Ferrari, ha conseguito un dottorato in Letteratura Italiana all’Università di Ferrara ed è giornalista pubblicista. È curatrice teatrale dal 2014. Si occupa di innovazione sociale, progettualità internazionali e coordina e sviluppa progetti di audience development. Ha seguito nel 2021 un Master in facilitazione, riconosciuto dalla IAF (The International Association of Facilitators). È founder di mooncult, un progetto che si occupa di co-progettazione e facilitazione in ambito culturale.

Silvia Ferrari