Eve Chariatte
Night Walk
Night Walk è un invito a una passeggiata notturna e silenziosa per un gruppo di 25 persone. Dopo un riscaldamento collettivo per corpo e mente, partiremo dopo l’ora blu, incontrando il buio mentre scende e gli spazi che esso crea.
Attraverseremo Mendrisio muovendoci come un branco, vigili e attenti, per fare esperienza degli spazi e delle temporalità che la notte offre. Ci lasceremo guidare dagli odori, dalle ombre e soprattutto dai suoni. Night Walk è un viaggio attraverso un frammento di notte, in un ambiente che è innanzitutto sonoro. Attraverso un approccio low-tech, questa proposta coreografica ci ricorda che i nostri corpi sono potenti sensori di vibrazioni: corpi dall’ascolto eccezionale, orecchie gigantesche.
In città, le zone d’ombra vengono progressivamente erose dalla luce artificiale, fino quasi a scomparire in un mondo sempre più illuminato e sorvegliato. È proprio questo ciò che è in gioco: ci costringe a muoverci ai margini, ai bordi dei sentieri, alla ricerca degli ultimi frammenti di buio. Qui il gesto artistico consiste nel rintracciare questi spazi oscuri, insinuarsi al loro interno, confondersi per un momento con essi, insieme e in silenzio, lasciando che i luoghi si rivelino in modo diverso.
Durata: 1 ora.

Eve Chariatte vive a Biel/Bienne e lavora nell’ambito della danza e delle pratiche somatiche come danzatrice, coreografa, artista-ricercatrice e organizzatrice di residenze artistiche. Al centro della sua pratica vi sono il corpo e la sua fascia (il tessuto connettivo interno), che diventano punto di partenza per pratiche, ricerche e creazioni in contesti diversi, all’aperto così come negli spazi teatrali. Attualmente propone NIGHT WALK in diversi contesti e festival, mentre Can you hold my hand for a while? è il suo attuale progetto di ricerca sulla dissezione e sulla storia delle conoscenze e delle percezioni del corpo.
Dal 2022, Gregory Stauffer ed Eve portano avanti un progetto di ricerca artistica condivisa dal titolo MALVAUX – Center for movement research and explorations in the forest, con sede a Biel/Bienne (CH). Il loro obiettivo è contribuire allo sviluppo di un ambito di ricerca all’intersezione tra arte, ecologia e società (malvaux.net).
Eve fa inoltre parte di un nuovo collettivo curatoriale, Keine Krone, e si occupa di uno spazio artistico presso l’Alte Krone di Biel/Bienne fino al 2029.
Ha studiato alla SEAD di Salisburgo e ha completato il Master EXERCE a Montpellier (evechariatte.ch).
Eleni Mylona
Cara amica di penna
Cara amica di penna prende ispirazione dalla pratica del pen friend/pen pal, diffusasi negli anni Trenta come modalità per imparare una nuova lingua attraverso lo scambio di lettere e l’incontro con persone di altre culture. Il lavoro esplora l’intimità, la sensibilità, la semplicità e l’immaginazione.
Il progetto è nato attraverso uno scambio di lettere con abitanti della comunità ticinese, nell’ambito del Ticino in Danza Festival 2023.
La performance assume la forma di una lettera — una coreografia del linguaggio che attiva l’immaginazione per creare micro-mondi e micro-coreografie. Il pubblico entra in uno spazio allestito con sedie e cuscini e incontra qui la performance/lettera. Una partitura propone diverse modalità di relazione e di lettura, permettendo al lavoro di svilupparsi senza la presenza continua di una performer.
Il pubblico può leggere in silenzio oppure condividere il testo con altre persone. In diversi momenti, viene invitato a scrivere, scambiarsi pagine, ascoltare musica o danzare insieme.
Nella parte finale viene condivisa la «Lettera da leggere ad alta voce». Ogni lettore incontra passaggi sottolineati o evidenziati che diventano le proprie battute. La lettera viene quindi letta collettivamente dall’inizio alla fine, come una partitura musicale, con voci diverse che entrano in momenti differenti.
CREDITS
Research / Performance: Eleni Mylona
Dramaturgy: Rodia Vomvolou

Eleni Mylona è un’artista della danza, nata ad Atene e residente a Zurigo da quindici anni. Il suo lavoro si sviluppa all’intersezione tra movimento, linguaggio e immaginazione, concentrandosi sulle relazioni tra corpo, linguaggio e immaginario. Crea forme collettive in cui lettura, scrittura, dialogo e danza si intrecciano per comporre spazi condivisi di ricerca, intimità e coesistenza.
I suoi lavori nascono spesso da processi di ricerca artistica e sono stati presentati in collaborazione con organizzazioni e festival tra cui Tanzhaus Zürich, Rote Fabrik Theater, Maxim Theater, MerumAtelier, Grube(n), Dance Days Chania, Eleusis – Capitale Europea della Cultura 2023, Ticino in Danza Festival, ChoreoLab di TanzPlan Ost (2025) e Zürich Tanzt (2026).
Dal 2023 ha fondato e conduce KATINES Zurich, una comunità dedicata alla pratica e alla ricerca nella danza e una condizione performativa con un orientamento femminista, che costituisce un asse centrale del suo lavoro artistico.
Ha collaborato come performer e partecipato a progetti di ricerca con artiste e artisti come Vera Mantero, Juan Domínguez, Danae Theodoridou e Ana Sánchez. La sua pratica è inoltre plasmata da relazioni artistiche di lunga data con Androniki Marathaki, Medie Mega e Rodia Vomvolou.
Ha conseguito un Master in Performance Practices presso la ArtEZ University of the Arts e ha studiato danza alla Leonidas De Pian School e alla State School of Dance (K.S.O.T., Grecia). Ha inoltre conseguito un diploma in pedagogia della danza presso la Morianova-Trasta Higher Professional Dance School.
Alessia Della Casa e Simone Paris
Tra danza e parole
Dove troviamo le parole? E dove nasce, prima ancora delle parole, l’essenza della nostra espressività?
Questa performance nasce da un processo aperto che da anni prende forma a Casvegno, nell’incontro con le persone, le loro storie e le loro esperienze. Un percorso che esplora quella dimensione misteriosa, sorprendente e giocosa in cui il corpo diventa linguaggio.
Insieme al pubblico vorremmo lasciare che le parole attraversino il corpo, si trasformino e acquistino nuovi significati. E, nel silenzio che rimane, fare spazio a quelle danze per cui non servono parole.

© Irene Mastrobattisti
Dopo la sua formazione in nord Europa e negli Stati Uniti, Alessia Della Casa ha oggi base nella Svizzera italiana dove è coreografa e coordinatrice di varie attività culturali legate alla danza contemporanea e ad un approccio contemporaneo al corpo. Come autrice nel 2017 è tra i vincitori, con Veicolo Danza, del concorso cantonale per la mediazione della danza, indetto da Reso-rete danza svizzera e Cantone Ticino Dipartimento Educazione Cultura Sport, con il progetto Percorsodanza. Nel 2018 è selezionata per la residenza Young Audience Lab, proposto da Reso-rete danza svizzera e diretto da Erik Kaiel, con il progetto Diventare Cappuccetto Rosso. Nel 2019 è tra i semi-finalisti di PREMIO SCHWEIZ con il progetto DANSONOGRAPHY. Dal 2013 coordina il festival Ticino in Danza e dal 2022 lavora ad un nuovo formato di Festival/Permanenza indirizzando la progettualità verso nuove pratiche artistiche di incontro e scambio tra artisti e con il pubblico.
veicolodanza.com
Simone Paris cresce in un corpo di ginnasta nella società di ginnastica di Lugano prima di aprirsi al movimento espressivo e alla danza. Si diploma all’Accademia di teatro fisico atletico Kataklò di Giulia Staccioli a Milano, dove realizza poi collaborazioni con coreografi come Erika Silgoner, Susanna Beltrami e Alberta Palmisano. Al rientro in Ticino fanno seguito sortite tentacolari periodiche nei luoghi caldi della comunità della danza contemporanea in Europa. A Lugano lavora come insegnante e danzatore freelancer mentre indaga sulla varietà delle esperienze motorie ed espressive e sulle motivazioni che spingono l’essere umano a cercarvi il piacere.
Irene Mastrobattista
Mneme
Spazio Mneme è un progetto nato all’interno dell’associazione Veicolo Danza con lo scopo di condividere arte, di ogni tipo e con ogni forma, tra giovani del territorio ticinese. Un progetto gestito da giovani e pensato per i giovani tra i 18 e i 30 anni ma aperto a tutti/e, senza distinzioni di genere, politica, religione e nazionalità, in cui ognuno è libero di dare forma alle proprie idee in un contesto dinamico e creativo.
Tra memoria antica ed espressione contemporanea, il nome trae ispirazione da Mnemosyne, la Memoria, madre delle nove Muse, custodi delle Arti e protettrici dei loro creatori.
Maggiori informazioni e per annunciarsi: clicca qui

Irene Mastrobattista è una giovane fotografa e cinematografa nata e cresciuta in Ticino e formatasi presso Accademia Cinema Toscana di Lucca. È stata Direttrice della Fotografia per più progetti cinematografici e documentaristici. Appassionata di fotografia fine art e documentaristica, sogna di portare la sua arte nel territorio ticinese e instaurare collaborazioni con quanti più artisti possibili.
Silvia Ferrari / Mooncult
Open Space
Nell’ambito dell’edizione 2026 di Ticino in Danza apriamo uno spazio di incontro dedicato a chi vive, attraversa, pratica o semplicemente guarda con interesse alla danza e alle performing arts in Ticino.
Un’occasione per incontrarsi, mettere in circolo esperienze, domande e desideri e immaginare insieme nuove possibilità a partire da una domanda: «Come possiamo generare insieme nuove possibilità per la danza e le arti sceniche in Ticino?»
Lavoreremo attraverso l’Open Space Technology, un metodo che affida alle persone presenti la costruzione dell’agenda: non ci saranno temi o tavoli stabiliti in anticipo. Ognuno potrà proporre una questione che sente importante, partecipare alle conversazioni che lo interessano e muoversi liberamente tra i diversi gruppi.
Non è necessario arrivare con una proposta o un’idea già definita. Si può portare una domanda, un’esperienza, un desiderio, qualcosa che manca, qualcosa che già esiste e potrebbe crescere. Oppure semplicemente la voglia di esserci, ascoltare e incontrare altre persone.
L’invito è aperto ad artiste e artisti, operatrici e operatori culturali, organizzazioni, spazi e istituzioni, ma anche ad abitanti, spettatrici e spettatori, persone curiose e a chiunque senta di avere qualcosa da portare a questa conversazione.
La partecipazione è libera. Se pensi di esserci, ti chiediamo di compilare questo breve form: ci aiuterà a organizzare al meglio la giornata. Non è però necessario iscriversi in anticipo: le porte resteranno aperte anche a chi deciderà di partecipare all’ultimo momento.
Link per annunciare l’interesse a partecipare: clicca qui

Silvia Ferrari è facilitatrice e curatrice teatrale, con una passione per i processi partecipativi e l’innovazione culturale. Da oltre dieci anni lavora all’intersezione tra arti performative, coinvolgimento delle comunità e cooperazione internazionale. Come borsista di ricerca all’Università Ca’ Foscari di Venezia, indaga il ruolo della cultura nella promozione del benessere e della cittadinanza attiva. La sua pratica unisce curatela artistica, facilitazione e sviluppo di pubblico, in un percorso di formazione continua e confronto con metodologie collaborative a livello internazionale.
